Grave offesa

Un fastidioso
continuo ronzio
vorresti ,scacciarla
ma è così invadente ,sfacciata.
 
Chiudi gli occhi
e si ingrandisce
quasi, quasi
sta per esplodere…….
specialmente
nel silenzio della notte,
vorresti dormire
ma il sonno
non arriva mai…
appaiano scenari di guerra
il nemico è d‘abbattere
s’ingegna sistemi diversi
per uccidere, distruggere…….
 
Spesso la ragione arriva…
preghi e speri
che, il buon Dio
porti via
cattivi pensieri
e, torni il sereno.
 
(il poeta umile)
 3

IL sognatore

 

Brunetta
ti incontrerò…
con il tuo
dolce sorriso,
ti fisserò
se noto
un piccolo assenso
cercherò la tua mano
la stringerò
ti faro sentire
il cuore,
batte per Te
una dolce musica.

Assieme spiccheremo
il volo
attraverseremo
montagne innevate
verde foreste
ruscelli e fiumi
distese d’acqua
limpida, pura
prati in fiore
spiagge assolate
isole incantate
gireremo
finche troveremo
un luogo fatato
e sognare di viverci
in armonia
fondendo
i nostri cuori
in un
grande amore!

(il poeta umile)

2

Stella

 

Sei apparsa
nella mia vita
come un fiore
a primavera
hai risvegliato
il mio cuore
in letargo
da lungo tempo,
ora finalmente
spero
di assaporare
il bello
della vita!

(il poeta umile)

DSCN1840

Pioggia

 
Sento il rumore
della pioggia
spalanco la finestra
fuori piove
splendido
esco di casa
sotto l’ombrello
passeggio per le vie
ogni goccia
che cade sento
un suono diverso
dolce sinfonia
mi affascina
quanti ricordi…
 
Da piccolo
pur sapendo,
non dovevo
ai primi lampi e tuoni
correvo e mi bagnavo tutto
godevo, sentire l’acqua
scorrere sul viso
mi sentivo purificato.
 
Tornando a casa
Inzuppato fradicio,
due o tre schiaffi
da mia mamma
gridando, mi asciugava
e mi cambiava i vestiti.
 
Ancora oggi
che ho, i capelli bianchi
mi piace
non ho mai
capito li perché?
 
(il poeta umile)
 
 1

Triste giorno

 

Per caso

la incontrai

in quella via,

vedendola

il cuore

cominciò a saltellare

di gioia!

 

Felice  di ascoltare

la sua voce

godendo la sua presenza,

brevi attimi

ho assaporato…

 

Tutto si blocco

il cielo si oscuro

un colpo di vento

la spinse lontano

pur continuando

a guardarmi

sparì dai mie occhi!

 

Con tristezza, Continuai

per la mia strada

augurando,

il prossimo incontro

sia, una giornata

serena!

 

(il poetaumile)

12

A civetta

Che c’è
sto a fa qua
so finto…
er burino
ma piazzato
sur tettuccio
der forno
ma che devo
dacontrolla
nu passa
nanima,
alla iella nun ce
crede più, nessuno
ogni tanto
quarche colombo
s’appoggia
e me caca addosso
me tocca
aspetta che piove
pe famme na lavata.
 
Per anni, ero la
nasala da pranzo
che pacchia
de colpo
che je piasse uncorpo
a padrona
se spaventava de me
tremava
dai e dai
er padrone
ma mollato
a sto burino,
è finto
nunsa lavora
che ne sa
da campagna,
mo, me tocca
sta qua
mortacci loro!
 
(il poeta umile)

La scomparsa

In piena primavera
hai oscurato
la Tua
beata immagine
hai miei occhi
sparita, dietro la siepe
in fiore
ora la panchina
è vuota…
 
Ma…
… la Tua
espressione angelica
l’hai stampata
nel mio cuore
non potrai cancellarla!
 
Spesso, giornalmente
Ti cerco, nella memoria
e appari
con tutto il tuo splendore
e ogni volta
rimango affascinato.
 
Ho scritto
continuerò a scrivere
fiumi di parole…
…pensieri, poesie
dedicate a Te,
finche spiccherò
il volo
nelle celeste praterie,
anche se
non Ti vedrò più,
farò, come fece
Dante con Beatrice…
 
(il poeta umile)
 
 1

Musica

 

Strumenti vari

suonano

pizzicati, soffiati…

emanano note

accordate in armonia

dolce melodia

rilassante

mi accomodo,

chiudo gli occhi

e ascolto…

 

In estasi

viaggio all’infinito

appaiano ricordi

frammenti di storia lontani

vissuti, felici

persone che hai amato

qualcuno, già volato

una lacrima

scende sul viso…

altri ricordi

arrivano in aiuto

prati in fiori

montagne innevati

spiagge assolate

mari, oceani d‘acqua

acqua viva

danza, canta ,suona

ci nutre

la vita è bella

tace la musica

torna il reale!

 

(il poeta umile)

 

La contadina

Così, si definiva
mia mamma,
il suo orto
lo chiamava
conca d’oro
quanti ricordi
ci hai lasciato…
 
Verso la fine
della sua vita,
barcollando
entrava nell’orto,
con tre gambe
piccoli passi
per non cadere
tra i filari,
di tanto in tano
ti chinavi
per vedere meglio
e si raccoglieva
la verdura
 
Finito di girare
stanca e delusa
per mancanza di forze
ti accasciavi sotto
u tisaro e pregavi
Signuri, picchi numi ricugli.
 
(il poeta umile)
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