Cara

 
Averti accanto
m’incanto,
sei luminosa
splendente,
i tuoi sguardi
spalancano
i miei occhi
mi soffermo e medito
i tuoi lineamenti,
i tratti del tuo viso
mentre ascolto
la tua voce,
ogni volta
sempre di più
aumenta
il desiderio di Te.
 
Ecco perché
sei entrata
all’istante
nel mio cuore.
 
Stai serena,
mi prenderò
cura di Te,
in eterno!
 
(il poeta umile)
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Matrimonlo

 

Ottima scelta
sposarsi in questo
santuario
dedicato a
Santa Rita,
Io umile fedele
colgo l’occasione
e assisto…

Lo sposo
sotto braccia,
della mamma
sulle scale
emozionati
aspettano…
Il rombo
di un’auto d’epoca
lentamente
si avvicina
dentro la sposa
con calma scendano.

Lui
l’osserva
con tenerezza,
la vede scendere
con eleganza in bianco,
sorridente, allegra
i suoi occhi brillano
ha i colori del mare
il papà,
l’accompagna al’altare
e la consegna
al’amato.

La cerimonia
va avanti
al si di entrambi,
segue l’applauso,
al segno della pace
scatta il bacio
leggero, appassionato,
il rito
è quasi alla fine!

Mi colpi,
una donna
minuta, delicata
seduta ai banchi
osservava la funzione
con occhi lucidi,
a l’inizio
una leggera lacrima
si asciugo,
felice, con dolcezza
dal’espressione
piena d’amore…

Chiesi,
ad una partecipante
chi è, quella signora,
mi rispose,
la mamma
della sposa!

(il poeta umile)

 

r

Cappellina

 
Prima di partire
al sorgere del sole
andai a trovarla
mi avvicinai con reverenza
piano, per non far rumore,
recitai Pater Nostro
Ave Maria, Santa Maria
e Eterno Riposo
dedicato al fu Pietro, mio zio.
 
Lui la fece costruire
negli anni 50 per un voto
chiese intercezione
di San Francesco di Paola
per superare
una brutta operazione,
e guarì!
 
La guardai bene
un pò malandata,
ne sono passati di anni,
è posizionata
splendidamente
in un piano, ai bordi
vicino al ponte
in alto la bellissima
valle dove nasce e scorre
Coscinello
con lo sguardo
seguii, il corso del torrente
scendeva giù,
con malinconia
mi allontanai,
per andare lontano.
 
(il poeta umile)
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Vestale

 

Sei al mare,

t’immagino

al fresco del mattino

in spiaggia

a piedi nudi,

passeggi

nel bagno asciuga

copri sole e cappello,

di tanto in tanto

breve sosta

fissi e contempli

l’orizzonte

della grande

distesa d’acqua

e ti chiedi

tanti perché.

 

Girandoti

un’esplosione

di splendore ,

quel viso, dolce

sorridente, gioioso

accattivante

sensuale

stordisci

me, che ti guardo

e lo conquisti!

 

(il poeta umile)

 

1

 

Estate

 

Da tanto
ti aspettavamo
finalmente
sei arrivata
già dal mattino
ti sentiamo,
aria calda
ci denudiamo
con un pochino
di civetteria
e corriamo al mare
lungo le spiagge assolate
giochiamo con l’acqua,
ancora più bello
se c’è accanto
chi si ama,
ci asciughiamo
e ci sdraiamo
sulla sabbia
lasciamo, che re sole
penetra nel nostro corpo
con i suoi raggi.

Altri corrono
in montagna
o in campagna
in cerca di frescura.

(il poeta umile)

 

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Stefano & Eleonora

Sul’altare
nel cuore del rito
incoronava
l’anulare della sposa.
da cavaliere
di altri tempi
chinava il capo
dolcemente
baciava la mano con fede.

Commossa, la dama
l’osservava
con tenerezza
si guardarono
e si persero
nei loro pensieri…

Gli applausi
degli astanti
li portarono al reale,
il parroco
li invito
a scambiarsi
un segno di pace,
si baciarono
con passione.

(il poeta umile)

Peta mannara

Rota, Rota
da secoli
te ne stai tranquilla
tra le montagne,
chissà, quanti segreti nascondi!
Nell’inverno 56 /57
mio nonno Francesco
mi raccontava…
che a Lui raccontavano
i nonni e così via,
una storia antica,
viveva in una casupola
più o meno a babilonia,
un pastorello, ogni dì
portava al pascolo
capre e pecore
su, a Peta mannara
ancora oggi
c’è un grosso masso.
 
Allora c’era una grotta
spesso la usavano come riparo,
un mattino presto vide
salire, uomini armati
con cavalli,
trainavano carretti,
si spaventò,
fuggi via e si nascose.
 
La sera dopo, al’imbrunire,
vide che scendevano
andavano via,
curioso, sali a peta mannara
e li, rimase sbalordito
tutto franato
la grotta non c’era più!
Scese a valle
lo racconto
ma tutti dissero
spesso, avvengono le frane
e dei personaggi,
nessuno li avevano visti
tutti dimenticarono.
Nonno, finiva la storiella
canticchiando
Peta, Peta
sei hai l’oro
apri e fammi entrare…
Peta, Peta
dammi il tesoro!
 
Ora mi viene un dubbio?
E se fosse vero,
quei personaggi
erano i fedeli
di Alarico, re dei visigoti
nella grotta misero
il suo corpo
e tutto il tesoro razziato?
 
La legenda dice Cosenza,
no, no
a l’epoca era già una cittadina,
troppi occhi, c’erano!
 
(il poeta umile)
2e

Antonietta

 
Oggi è festa
ho comprato
i pasticcini
come un anno fa,
il giorno
di Sant’Antonio
dovevamo festeggiare
con i parenti
venuti da lontano
invece stanca e delusa
degli ultimi inverni
senza far rumore
sei volata
nelle celeste praterie.
 
Mamma
quanti ricordi
mi hai lasciato
ho tutto memorizzato,
continuamente affiorano…
 
Due terzi di secolo
passati assieme
dicevi, che ero
il tuo primo fiore
ma io, non ti ho
mai detto
ti voglio bene…
 
Due lacrimoni
mi scendono,
oh Signore… mio Dio
perdono!
 
(il poeta umile)

Luna

Vederti
è uno spettacolo
sei uno scrigno
di grazia e femminilità
dal viso dolce
accattivante.

Lo sai…
dai
vienimi incontro
il tempo
scorre veloce
come i ruscelli
tra i ciottoli
a valle…

il poeta umile)

 

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